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13 maggio 2013

Le superfici incolte percepiscono il contributo Comunitario ?


Contributo anche per l'incolto 

si può percepire .

Visto che il tempo inclemente di questo 2013  impedisce le semine ci sentiamo di ricordare grazie ad un  articolo del sole 24 ore  che citiamo  di seguito ...alcune norme sull' incolto a contributo.
Ci teniamo a sottolineare  che l'incolto permanente è soggetto a particolari restrizioni e non è soggetto al contributo comunitario.

"In questi casi, cosa prevede la Pac? È possibile beneficiare dei pagamenti diretti per i titoli abbinati ai terreni non seminati?
si, L'agricoltore può abbinare i titoli alle superfici non seminate, ma deve prestare molta attenzione alla condizionalità.Infatti, nella logica del disaccoppiamento, il sostegno è svincolato dalla produzione e l'agricoltore può praticare qualsiasi attività agricola, compreso il ritiro dei terreni dalla produzione (i cosiddetti terreni non seminati o disattivati).
 L'unica condizione è che tali terreni non siano abbandonati e l'agricoltore si impegni a rispettare la condizionalità, ovvero a mantenere i terreni in buone condizioni agronomiche e ambientali (art. 6, Reg. 73/2009).
I vincoli della condizionalità, in particolare delle BCAA (Buone Condizioni Agronomiche ed Ambientali), sono effettivamente molto dettagliate e stringenti per i terreni non seminati,allo scopo di disincentivare l'abbandono dei terreni e assicurare una finalità ambientale degli stessi.
Per i terreni non seminati o disattivati, oltre alle norme generali della condizionalità,

Copertura minima del suolo”, prevede per le superfici a seminativo che
non sono utilizzate a fini produttivi di assicurare la presenza di una copertura vegetale,naturale o seminata, durante tutto l'anno (tab. 1).
vige l'obbligo di assicurare la presenza di una copertura vegetale,naturale o seminata. La copertura vegetale può essere rappresentata anche dalle infestanti nate e cresciute spontaneamente nei terreni. Inoltre in tali terreni vigeil divieto di lavorazioni di affinamento per 90 giorni consecutivi a partire dal 15 novembre.
L'obbligo di copertura vegetale durante tutto l'anno ha un'importante deroga:
la possibilità di effettuare le lavorazioni del terreno, a partire dal 15 luglio, allo scopo di ottenere una produzione agricola nella successiva annata agraria.
In altre parole, se l'agricoltore intende proseguire la “non coltivazione” anche l'anno
successivo, deve mantenere la copertura vegetale tutto l'anno. Invece, se l'agricoltore
nell'annata agraria successiva intende ottenere una produzione agricola, può lavorare il
terreno dopo il 15 luglio. Quindi, un terreno non seminato, a causa della pioggia, dev'essere
inerbito, almeno fino al 15 luglio 2013, poi può essere lavorato.
Evitare la propagazione di vegetazione indesiderata sui terreni agricoli, prescrive l'obbligo di sfalcio, ma con periodi di divieto (tab. 1).

L'obbligo di sfalcio o altre operazioni equivalenti ha l'obiettivo di:
- evitare l'abbandono delle superfici agricole;
- prevenire la formazione di potenziali inneschi di incendi, specie in condizioni di siccità;
- evitare la diffusione delle infestanti;
- tutelare la fauna selvatica.
Lo sfalcio dev'essere effettuato almeno una volta l'anno e sono ammesse anche operazioni equivalenti quali la trinciatura.
vige il divieto di sfalcio in determinati periodi:
a) dal 1° marzo al 31 luglio di ogni anno, per le aree individuate ai sensi della direttiva79/409/Cee (direttiva sulla conservazione uccelli selvatici) e della direttiva 92/43/Cee
(direttiva relativa alla conservazione degli habitat naturali);
b) dal 15 marzo al 15 luglio di ogni anno, per le altre aree.
Le operazioni di sfalcio o trinciatura possono essere eseguite in qualunque epoca, in deroga ai periodi di divieto, al fine di evitare la fioritura delle piante infestanti e quindi la successiva disseminazione.

Copertura e sfalcio
In sintesi:sui terreni non seminati vige l'obbligo di copertura vegetale e di sfalcio.
La copertura vegetale può essere anche spontanea.
Lo sfalcio è obbligatorio, con divieto in alcuni periodi. Tuttavia, si può intervenire sul terreno in qualunque periodo (in deroga alla normativa, specificandolo anticipatamente nel codice colturale DEL FASCICOLO AZIENDALE ) solo  al fine di evitare la fioritura delle piante infestanti e la successiva disseminazione. In tutti i casi, dopo il 15 luglio 2013, l'agricoltore può lavorare il terreno allo scopo di prepararlo per la coltura della prossima annata agraria."
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