USA QUESTA barra per trovare ciò che ti interessa

20 maggio 2014

STESSA BIODIVERSITÀ IN CAMPI DI MAIS CONVENZIONALI O TRANSGENICI ?

Ci teniamo  a porre alla Vostra attenzione questo studio che può dare risposta a quanti, assurdamente impediscono o vogliono impedire, anche solo lo studio sulle varietà OGM di MAIS.

Lo stralcio dell' articolo di Federico Baglioni  che proponiamo, e  che trovate in versione integrale a QUESTO indirizzo nel sito dell'L'Accademia dei Georgofili ( istituzione con sede in Firenze, fondata il 4 giugno 1753,che si propone di contribuire al progresso delle scienze e delle loro applicazioni all'agricoltura in senso lato, alla tutela dell'ambiente, del territorio agricolo e allo sviluppo del mondo rurale)

"L’avvento delle piante transgeniche (OGM) ha sollevato diverse preoccupazioni che riguardano, ad esempio, la possibilità che la modifica arbitraria dell’uomo possa avere ripercussioni negative sulla biodiversità. Poiché alcuni OGM sono stati progettati per resistere ad alcune classi d’insetti il rischio è che questi organismi possano compromettere l’abbondanza di insetti non target. Fermo restando che tale rischio si presenta anche utilizzando i normali insetticidi presenti sul mercato.

Lo studio in oggetto, durato due anni, è stato condotto campionando tre campi di mais per ciascun anno in due località distinte: venti piante, ognuno di mais Bt(OGM) e mais non- Bt , sono state selezionate in modo casuale dai campi in ciascun sito. Al termine della ricerca sono stati raccolti un totale di 8771 artropodi che son stati suddivisi secondo la loro alimentazione in detritivori, erbivori, predatori e parassitoidi. Sono state trovate, in particolare, 288 morfospecie e 20 ordini tassonomici.

Gli autori dello studio sono chiari: "I risultati di questo studio a breve termine indicano che l'abbondanza e la diversità degli artropodi nel mais e le diverse corporazioni funzionali non sono state significativamente influenzate dal mais Bt

Questo significa che mais bt e mais convenzionale non presentano significative differenze in termini di diversità e abbondanza di insetti.
I dati riportati suonano rassicuranti per tutti coloro che paventavano rischi dovuti all’uso di OGM in campo agricolo, ma non andrebbero analizzati singolarmente. Lo studio che ha visto prendere in esame campi di mais bt in Sud Africa, infatti, non è l’ultimo di una serie di ricerche effettuate in Cina, Spagna e Stati Uniti volti a considerare l’impatto delle colture OGM sulla biodiversità.
Questi risultati potrebbero far rivalutare le posizione dei vari stati nei confronti delle colture transgeniche: l’Italia, in particolare, ha sempre considerato la minaccia al Made in Italy e alla biodiversità dei campi uno dei principali effetti negativi degli OGM. Confermare con studi scientifici effettuati stato dopo stato che le colture transgeniche non sono quel pericolo per la biodiversità come potevano apparire. 


Print Friendly and PDF

articoli