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11 febbraio 2015

Quello che perdiamo senza OGM

Ci teniamo a  proporvi un 'estratto dell'articolo apparso su Repubblica di domenica 8 febbraio Elena Cattaneo, scienziata, docente all’Università di Milano  ha commentato la decisione di giovedì 5 febbraio del Consiglio di Stato di respingere un ricorso presentato dall’imprenditore agricolo friulano Giorgio Fidenato, negandogli il permesso di utilizzare semi Ogm per le sue coltivazioni.

..."Oltretutto, ora che è impossibile coltivare Ogm (intendo quelli dimostrati sicuri per l’ambiente e la salute), viene meno anche l’accusa che chi parla a favore degli Ogm lo fa al “soldo delle multinazionali”. Paradossalmente, proprio oggi che siamo “liberi dagli Ogm”, abbiamo creato le condizioni per essere ancor più al “soldo delle multinazionali”. Siamo infatti costretti, per sempre e senza speranza, a comperare la mangimistica da loro, senza più ambire a contrapporre alcun nostro brevetto ottenuto da centri di ricerca pubblici, e quindi continuando ad acquistare anche sempre più semi (quelli non Ogm, ma che differenza fa?) dalle stesse multinazionali sementiere. Siamo anche tecnicamente dipendenti dalle multinazionali tedesche per le tonnellate di pesticidi che importiamo. E non ci si illuda di poter fare a meno della mangimistica Ogm, senza la quale le “mungiture di piazza” viste il 6 febbraio a Milano sarebbero solo un’anticipazione del disastro finale della zootecnia.
Su queste nuove basi, ho provato a rileggere gli ultimi eventi e li riassumerei nei seguenti punti:
1) L’Italia (come l’Europa) finge di chiudere agli Ogm. L’Europa lo fa lasciando liberi gli Stati di decidere, ben sapendo che molti Paesi mireranno a chiudere, piuttosto che informare i propri cittadini. Così sta accadendo in Italia e posso solo dispiacermi. 
Ma si chiuderà alle sole coltivazioni, perché quei 4 milioni di tonnellate di soia Ogm che importiamo ogni anno (10 mila tonnellate al giorno) saranno nascosti sotto il tappeto. Continueremo ad importarli. A questi si aggiungono mais e cotone Ogm. Quindi a me pare che il “baccano” sulla volontà di divieto di coltivare Ogm mascheri una notizia importante, cioè che confermiamo la nostra dipendenza dalle importazioni.
2) Questa decisione sancisce anche che gli Ogm (mi riferisco, uno a uno, ai 46 che l’Europa importa) non sono affatto dannosi per la salute animale e umana visto che in tutta questa discussione europea nessuno ha sollevato un grido di allarme circa la loro “pericolosità sanitaria”. Anche questa è una notizia importante.
3) Nessuna multinazionale soffrirà di questa decisione europea, visto che con essa l’Europa certifica la propria totale dipendenza da queste multinazionali per i semi Ogm e per i semi non Ogm. Nulla più è nostro, nemmeno la speranza di un futuro diverso. 
Questo è solo triste.
4) Quando il Governo italiano vieterà la coltivazione anche di quell’unico Ogm autorizzato dall’Europa, il mais Bt, le nostre imprese agricole, che se ne potevano giovare economicamente, dovranno acquistare mangime Ogm dai consorzi agrari, incluso mi pare quelli di Coldiretti, contraria agli Ogm. Sono troppe le contraddizioni."
che possiamo aggiungere.....

COME SI SUOL DIRE
 LA FRITTATA è FATTA

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