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22 febbraio 2016

PROBLEMI CON LE NUTRIE ?

18/02/2016

PER ORA... non c'è soluzione.... 

Da due anni la responsabilità e la gestione del problema, è una questione complicata. Prima era
responsabilità della Provincia, poi è passata ai singoli comuni, ed è diventata una questione di consensi politici. Ogni comune ha fatto la propria delibera in merito. Alcuni comuni Le facevano abbattere, altri Le avrebbero volute far adottare.
Ora il compito DOVREBBE tornare alla Provincia,dando un'univoca interpretazione della norma,speriamo risolvano presto il problema..
Vi ricordiamo che la Nutria ingerisce da 700 a 1.500 g di materia vegetale al giorno pari a circa il 25% del suo peso.Quindi comprensibilmente per l'agricoltura sono un problema sicuramente non trascurabile, senza contare i danni agli argini e gli smottamenti dovuti alle tane.

«Dal 2 febbraio 2016 le ordinanze comunali (in vigore) relative alla gestione delle nutrie dovranno essere ritirate perché illegittime.

 È l’effetto del collegato ambientale alla legge di stabilità approvata il 28 dicembre scorso,LEGGE 28 dicembre 2015, n. 221  che all’articolo 7 della legge , impone che la gestione delle nutrie sia conforme alle previsioni imposte dalla legge nazionale sulla tutela degli animali selvatici, in particolare dall’art.19 della L.157/92»
Con il passaggio da 'specie protetta' a 'specie nociva', la nutria non è più sottoposta al regime giuridico e gestionale ante DL 91/2014. Dal 2 febbraio 2016 - per effetto del collegato ambientale (articolo 7) alla legge di stabilità- la stesura di piani di controllo delle nutrie spetta alle Province con modalità conformi alle norme nazionali sul controllo della fauna selvatica, in particolare all’art.19 della Legge 157/92.
In tutta Europa si applica- dal 1 gennaio 2015 il Regolamento (UE) N. 1143/2014 recante disposizioni volte a prevenire e gestire l’introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive

Contenimento eradicazione nutrie. Oggetto: Caccia - Norme per il contenimento e l'eradicazione delle nutrie - Previsione che, al fine di monitorare annualmente gli obiettivi di eradicazione, le Province istituiscono un Tavolo provinciale di coordinamento con diversi soggetti, tra cui le Prefetture;

Disciplina delle metodologie di eradicazione - Prevista possibilità di usare in ogni periodo dell'anno tutte le armi comuni da sparo, le armi da lancio individuali e le trappole.

 RESTIAMO IN ATTESA........



Con il passaggio da 'specie protetta' a 'specie nociva', la nutria non è più sottoposta al regime giuridico e gestionale ante DL 91/2014. Dal 2 febbraio 2016 - per effetto del collegato ambientale (articolo 7) alla legge di stabilità- la stesura di piani di controllo delle nutrie spetta alle Province con modalità conformi alle norme nazionali sul controllo della fauna selvatica, in particolare all’art.19 della Legge 157/92.
In tutta Europa si applica- dal 1 gennaio 2015 il Regolamento (UE) N. 1143/2014 recante disposizioni volte a prevenire e gestire l’introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive.
art 7 comma 5 legge stabilita 28/12/2015

 5. Alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, sono apportate le seguenti
modificazioni:
 a) all'articolo 2, il comma 2 e' sostituito dal seguente:
 «2. Le norme della presente legge non si applicano alle talpe, ai
ratti, ai topi propriamente detti, alle nutrie, alle arvicole. In
ogni caso, per le specie alloctone, comprese quelle di cui al periodo
precedente, con esclusione delle specie individuate dal decreto del
Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare 19

la gestione e' finalizzata all'eradicazione o comunque
al controllo delle popolazioni; gli interventi di controllo o
eradicazione sono realizzati come disposto dall'articolo 19»

# # #
Legge 11 febbraio 1992 n.157 (legge sulla caccia)Art. 19.
(Controllo della fauna selvatica)
1. Le regioni possono vietare o ridurre per periodi prestabiliti la caccia a determinate specie di fauna selvatica di cui all'articolo 18, per importanti e motivate ragioni connesse alla consistenza faunistica o per sopravvenute particolari condizioni ambientali, stagionali o climatiche o per malattie o altre calamità.
2. Le regioni, per la migliore gestione del patrimonio zootecnico, per la tutela del suolo, per motivi sanitari, per la selezione biologica, per la tutela del patrimonio storico-artistico, per la tutela delle produzioni zoo-agro-forestali ed ittiche, provvedono al controllo delle specie di fauna selvatica anche nelle zone vietate alla caccia. Tale controllo, esercitato selettivamente, viene praticato di norma mediante l'utilizzo di metodi ecologici su parere dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica. Qualora l'Istituto verifichi l'inefficacia dei predetti metodi, le regioni possono autorizzare piani di abbattimento. Tali piani devono essere attuati dalle guardie venatorie dipendenti dalle amministrazioni provinciali.
Queste ultime potranno altresì avvalersi dei proprietari o conduttori dei fondi sui quali si attuano i piani medesimi, purchè muniti di lincenza per l'esercizio venatorio, nonchè delle guardie forestali e delle guardie comunali munite di licenza per l'esercizio venatorio.
3. Le provincie autonome di Trento e di Bolzano possono attuare i piani di cui al comma 2 anche avvalendosi di altre persone, purchè munite di licenza per l'esercizio venatorio.

# # # 
MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE DECRETO 19 gennaio 2015
 di prevenire l'introduzione, controllare o eradicare  le
specie alloctone che minacciano gli  ecosistemi,  gli  habitat  o  le specie; 
# # #
      legge 11 febbraio 1992, n. 157  Art. 2. 
                       (Oggetto della tutela) 
  1. Fanno parte della fauna selvatica  oggetto  della  tutela  della
presente legge le specie di mammiferi e di uccelli dei quali esistono
popolazioni  viventi  stabilmente  o  temporaneamente  in  stato   di
naturale liberta'  nel  territorio  nazionale.  Sono  particolarmente
protette, anche sotto il profilo sanzionatorio, le seguenti specie: 
   a) mammiferi: lupo (Canis lupus), sciacallo dorato (Canis aureus),
orso  (Ursus  arctos),  martora  (Martes  martes),  puzzola  (Mustela
putorius), lontra (Lutra lutra), gatto selvatico (Felis  sylvestris),
lince (Lynx lynx), foca monaca (Monachus monachus), tutte  le  specie
di  cetacei  (Cetacea),  cervo  sardo  (Cervus  elaphus  corsicanus),
camoscio d'Abruzzo (Rupicapra pyrenaica); 
   b) uccelli: marangone minore  (Phalacrocorax  pigmeus),  marangone
dal ciuffo (Phalacrocorax aristotelis), tutte le specie di  pellicani
(Pelecanidae), tarabuso (Botaurus  stellaris),  tutte  le  specie  di
cicogne  (Ciconiidae),  spatola  (Platalea  leucorodia),   mignattaio
(Plegadis falcinellus), fenicottero (Phoenicopterus ruber), cigno re-
ale (Cygnus olor), cigno selvatico (Cygnus cygnus), volpoca  (Tadorna
tadorna), fistione turco  (Netta  rufina),  gobbo  rugginoso  (Oxyura
leucocephala), tutte le specie di rapaci  diurni  (Accipitriformes  e
falconiformes), pollo sultano  (Porphyrio  porphyrio),  otarda  (Otis
tarda), gallina prataiola (Tetrax tetrax), gru (Grus  grus),  piviere
tortolino (Eudromias morinellus), avocetta (Recurvirostra  avosetta),
cavaliere  d'Italia  (Himantopus  himantopus),   occhione   (Burhinus
oedicnemus), pernice di mare (Glareola  pratincola),  gabbiano  corso
(Larus  audouinii),  gabbiano   corallino   (Larus   melanocephalus),
gabbiano  roseo  (Larus  genei),   sterna   zampenere   (Gelochelidon
nilotica), sterna maggiore (Sterna caspia), tutte le specie di rapaci
notturni (Strigiformes), ghiandaia marina (Coracias garrulus),  tutte
le  specie  di  picchi  (Picidae),  gracchio  corallino  (Pyrrhocorax
pyrrhocorax); 
   c) tutte le altre specie che direttive comunitarie  o  convenzioni
internazionali o apposito decreto del Presidente  del  Consiglio  dei
ministri indicano come minacciate di estinzione. 
  2. Le norme della presente legge non si applicano  alle  talpe,  ai
ratti, ai topi propriamente detti, alle arvicole
sostituito con
«2. Le norme della presente legge non si applicano alle talpe, ai
ratti, ai topi propriamente detti, alle nutrie, alle arvicole. In
ogni caso, per le specie alloctone, comprese quelle di cui al periodo
precedente, con esclusione delle specie individuate dal decreto del
Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare 19
la gestione e' finalizzata all'eradicazione o comunque
al controllo delle popolazioni; gli interventi di controllo o
eradicazione sono realizzati come disposto dall'articolo 19»

  3. Il controllo del livello  di  popolazione  degli  uccelli  negli
aeroporti, ai fini della sicurezza aerea, e' affidato al Ministro dei
trasporti. 




















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