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sabato 4 agosto 2018

cannabis sativa : il punto sulla sua coltivazione.

 La legge  n°242 del 02/12/2016 per il  sostegno  e  la  promozione della coltivazione e della filiera della canapa, ha autorizzato la coltivazione della Canapa sativa (cannabis sativa l.) solo per le varietà a basso contenuto di THC.

Le varietà autorizzate nel catalogo UE sono quelle con valori di THC inferiori al 0.2% che non sono considerate sostanze stupefacenti.

Di seguito l’elenco completo (per aggiornamenti QUESTA è la fonte ufficiale dell’Unione europea – “Agricultural plant species” – sezione “Species” – “A – 85 Hemp – Cannabis Sativa”).

La coltivazione per l'azienda agricola è libera,ma:

  •  vige l'obbligo di conservazione dei cartellini  varietali di semina
  • SOLO per chi percepisce contributi comunitari in agricoltura, vige l'obbligo di comunicazione entro 30 giorni dalla semina alla più vicina stazione di polizia. 
  • L'obbligo di tenere le coltivazioni nel normale stato di crescita fino a 10 giorni dopo la fioritura (per permetterne il controllo)

nel caso che ad un controllo degli organi forestali preposti la quantità di THC presente nelle piante risulti compresa tra 0.2% e 0.6% non c'è sanzione per l'agricoltore se risulta superiore al 0.6% verrà sequestrata e distrutta senza addebiti penali all'agricoltore che ha rispettato le norme.

 Dalla canapa  coltivata  e'  possibile ottenere:
    a) alimenti e  cosmetici  prodotti  esclusivamente  nel  rispetto
delle discipline dei rispettivi settori;
    b) semilavorati, quali fibra, canapulo, polveri, cippato,  oli  o
carburanti, per forniture alle industrie e alle attivita' artigianali
di diversi settori, compreso quello energetico;
    c) materiale destinato alla pratica del sovescio;
    d) materiale organico destinato  ai  lavori  di  bioingegneria  o
prodotti utili per la bioedilizia;
    e) materiale finalizzato alla fitodepurazione per la bonifica  di
siti inquinati;
    f) coltivazioni dedicate alle attivita' didattiche e dimostrative
nonche' di ricerca da parte di istituti pubblici o privati;
    g) coltivazioni destinate al florovivaismo.

Il buco normativo si ha nella vendita delle infiorescenze, per cui il legislatore, non legiferando in realtà ha lasciato campo libero a varie interpretazioni.
Benché l’ex ministro della Sanità Lorenzin abbia confermato,radiofonicamente, che questa è una legge solo ai fini agricoli e non “prevedeva” la vendita, le recriminazioni su come ciò sia possibile non mancano

VI CONSIGLIAMO DI LEGGERE l'OPUSCOLO INFORMATIVO DI CONFAGRICOLTRA LIGURIA SULLA COLTIVAZIONE DELLA CANAPA PUBBLICAZIONE BEN FATTA ED ESAUSTIVA DAL PUNTO DI VISTA NORMATIVO E LEGISLATIVO, PER CUI FACCIAMO I COMPLIMENTI AI COLLEGHI.

Consiglio Superiore Sanità su canapa, Confagricoltura: "Serve chiarezza normativa su uso infiorescenze. La filiera intanto si sta attrezzando con un disciplinare volontario"


“In merito  al parere espresso dal Consiglio Superiore di Sanità (CSS) circa l’utilizzo e la vendita di infiorescenze di canapa -– chiediamo che venga riattivato il percorso di completamento normativo, regolamentando pienamente le diverse destinazioni d’uso dei prodotti della canapa, ed in particolare delle infiorescenze. Tutta la filiera della canapa vuole operare in modo trasparente e tracciabile, dal campo al prodotto confezionato, sulla base delle disposizioni fissate dalla legge 242/16 sulla canapa sativa”. Lo sottolinea Confagricoltura in relazione alle notizie stampa relative al Consiglio Superiore della Sanità.
Per Confagricoltura, il punto non è se sia possibile o meno valorizzare l’infiorescenza (tra l’altro previsto dalla legge 242/16 e dalla circolare del ministero delle Politiche agricole del 22 maggio), quanto piuttosto disciplinare gli specifici utilizzi di determinate porzioni della pianta. Per tali ragioni, auspichiamo che, a breve, possa essere riavviato il confronto con i ministeri della Salute e delle Politiche agricole.
“Siamo stati i primi ad avvertire la necessità che vengano fornite alle imprese coltivatrici specifiche indicazioni – ha fatto presente Confagricoltura -. In attesa di un decreto del ministero della Salute sulle diverse destinazioni d’uso dei prodotti della canapa ed in particolare delle infiorescenze, abbiamo deciso di farci parte attiva”.

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